Kathrin Fehse von der Deutschen Kinder- und Jugendstiftung
Interview

La democrazia ha inizio in famiglia

Ciò di cui hanno bisogno i giovani per partecipare – un’intervista.

Ultimo aggiornamento del testo: 2026-08-05

«I bambini e gli adolescenti dovrebbero rendersi conto che la loro voce conta e che con le loro idee possono fare la differenza.»

Un’intervista a Kathrin Fehse della Fondazione tedesca per l’infanzia e la gioventù
La democrazia non inizia solo con le elezioni o in ambito politico, ma viene già vissuta nella quotidianità familiare. In questa intervista, Kathrin Fehse della Fondazione tedesca per l’infanzia e la gioventù illustra come si possano incoraggiare i bambini e gli adolescenti a esprimere la propria opinione e a contribuire attivamente alla costruzione della nostra società, nonché quali possibilità di partecipazione sociale esistano.

Familienportal.NRW: Quando si parla di democrazia, molti pensano innanzitutto alle elezioni e alla politica, ma in realtà essa ha inizio già nella vita quotidiana della famiglia. Quali capacità dovrebbero sviluppare i bambini per poter agire in modo democratico e assumersi delle responsabilità in futuro?

Kathrin Fehse: L’azione democratica ha inizio molto prima delle prime elezioni. I bambini sviluppano le competenze necessarie a tal fine soprattutto attraverso le esperienze della vita quotidiana. Tra queste figurano, tra l’altro, la capacità di esprimere la propria opinione, di ascoltare gli altri, di rispettare prospettive diverse e di risolvere i conflitti in modo costruttivo.

Altrettanto importanti sono l’empatia, l’assunzione di responsabilità e la consapevolezza che le decisioni possono essere negoziate e che non sempre è possibile soddisfare tutti i desideri contemporaneamente. I bambini e gli adolescenti dovrebbero sperimentare che la loro voce conta e che con le loro idee possono fare la differenza. Questa esperienza di autoefficacia rafforza l’interesse politico e costituisce una base fondamentale per la futura partecipazione sociale.

L’educazione alla democrazia significa tuttavia molto più che la promozione di singole capacità. Essa aiuta i bambini a comprendere i nessi sociali, a conoscere e difendere i valori democratici, ma anche a dare un senso alle proprie esperienze di partecipazione. L’educazione alla democrazia rafforza quindi non solo le competenze, ma anche gli atteggiamenti e gli orientamenti che sono determinanti per la convivenza democratica.

„Quando i genitori ascoltano, prendono sul serio le opinioni altrui e risolvono i conflitti in modo rispettoso, i bambini imparano in modo concreto come funziona la convivenza democratica.”
In che modo i genitori possono promuovere e rafforzare, già nella vita quotidiana della famiglia, capacità quali l’ascolto, l’empatia e la disponibilità al compromesso?

Soprattutto attraverso l’esempio. I bambini imparano meno dalle spiegazioni che da ciò che vivono nella vita quotidiana. Quando i genitori ascoltano, prendono sul serio le opinioni altrui e risolvono i conflitti in modo rispettoso, i bambini imparano in modo molto concreto come funziona la convivenza democratica. 

È particolarmente importante chiedere regolarmente ai bambini la loro opinione, prendere sul serio i loro punti di vista e coinvolgerli nelle decisioni. Non si tratta, tuttavia, di lasciare che siano sempre i bambini a decidere. È fondamentale che i genitori comunichino chiaramente quando è possibile una vera partecipazione decisionale e quando, in virtù delle loro responsabilità, devono decidere autonomamente. 

Anche le discussioni su equità, giustizia o questioni attuali della vita quotidiana rafforzano i valori e le competenze democratiche. In questo modo i bambini imparano a sviluppare le proprie posizioni e, al contempo, a tenere conto delle esigenze degli altri.

In questo contesto è fondamentale l’atteggiamento degli adulti, che devono credere nelle capacità dei bambini. I bambini si confrontano quotidianamente con tematiche politiche. Essi fanno parte della nostra società e vogliono e possono contribuire attivamente a plasmare la politica e la democrazia. Già in età scolare sviluppano un chiaro interesse per le questioni politiche e sociali e si confrontano attivamente con i temi della convivenza. La ricerca dimostra che dispongono di conoscenze, interessi e orientamenti politici e osservano con attenzione le questioni sociali. Percepiscono le ingiustizie, discutono delle regole e sviluppano le proprie idee su come dovrebbe essere organizzata la convivenza.

„La partecipazione politica si manifesta ovunque i giovani esprimano le proprie istanze e desiderino cambiare le cose insieme agli altri.”
Quali piccole situazioni quotidiane si prestano in modo particolare a promuovere le competenze democratiche in modo adeguato all’età?

L’educazione alla democrazia non richiede appuntamenti aggiuntivi, poiché si svolge comunque ogni giorno. Già quando si tratta di domande come «Cosa mangiamo oggi?», «Cosa facciamo nel fine settimana?» o «Di quali regole abbiamo bisogno per convivere insieme?», i bambini possono partecipare alle decisioni. 

Particolarmente preziose sono le situazioni in cui si incontrano interessi diversi. Quando le famiglie trovano soluzioni insieme o negoziano compromessi, i bambini imparano a difendere i propri desideri e, al contempo, a tenere conto degli altri. I conflitti rappresentano occasioni ideali di apprendimento.

Per i bambini più grandi e gli adolescenti possono essere utili anche i consigli di famiglia o incontri periodici di confronto. In tali occasioni si discutono insieme le decisioni, si ascoltano opinioni diverse e si affrontano temi che riguardano la famiglia. In questo modo la democrazia diventa un’esperienza diretta. 

Ma è fondamentale, soprattutto, prendere sul serio le domande e i temi sollevati dai giovani. Ciò significa raccogliere le loro preoccupazioni e stabilire insieme collegamenti con questioni sociali e politiche. I bambini osservano con grande attenzione se le loro opinioni contano davvero o se la partecipazione è solo simbolica. Ascoltano gli adulti mentre parlano con la vicina oppure osservano le discussioni a tavola durante la cena. Queste esperienze quotidiane costituiscono un importante punto di partenza per l’apprendimento democratico. Nel nostro strumento di riflessione sull’educazione alla democrazia mostriamo regolarmente come sia possibile creare spazi dedicati ai giovani e, al contempo, come si possano affrontare con i bambini le questioni di attualità e i dibattiti sociali. 

Spesso i giovani ritengono di non essere sufficientemente ascoltati dalla società e dalla politica. Quali possibilità hanno di impegnarsi a livello sociale o politico?

Oggi i giovani hanno molte opportunità di mettersi in gioco. Possono impegnarsi nei parlamenti giovanili, nei consigli studenteschi o nelle iniziative di partecipazione comunale. Anche associazioni, iniziative, organizzazioni giovanili o progetti di volontariato offrono spazi per assumersi responsabilità e contribuire a plasmare il cambiamento.

Inoltre, molti giovani si impegnano su temi che li riguardano direttamente, quali la tutela del clima, la giustizia sociale, la diversità o l’organizzazione della propria scuola e del proprio contesto abitativo. La partecipazione politica non inizia solo nei partiti o nei parlamenti. Si realizza ovunque i giovani facciano valere le proprie istanze e desiderino cambiare qualcosa insieme agli altri.

È importante che i giovani possano constatare che il loro impegno può produrre risultati e che le loro prospettive vengono prese sul serio.

„Nessuno è tenuto ad assumere immediatamente una carica politica di rilievo. Spesso la partecipazione alla vita sociale inizia con piccoli passi.”
A chi possono rivolgersi i giovani se sono alla ricerca di opportunità di partecipazione, ma non sanno da dove cominciare?

Spesso i primi punti di riferimento sono le scuole, i centri giovanili o le associazioni locali. In questi luoghi si trovano spesso informazioni su progetti di partecipazione, volontariato, parlamenti giovanili o opportunità di coinvolgimento a livello comunale. 

Anche gli operatori del settore giovanile, gli insegnanti o gli assistenti sociali possono aiutare bambini e giovani a trovare le iniziative più adatte. Molti comuni dispongono inoltre di uffici per l’infanzia e la gioventù o di centri di partecipazione che forniscono in modo mirato opportunità di partecipazione decisionale. Anche le associazioni giovanili cittadine e distrettuali rappresentano punti di riferimento adeguati.

Il messaggio importante è questo: nessuno deve necessariamente assumere subito una carica politica di rilievo. Spesso la partecipazione sociale inizia con piccoli passi, ad esempio un’idea per la scuola, un progetto nel quartiere o l’impegno in un’associazione. L’importante è fare il primo passo e acquisire esperienza: la mia voce conta.

Signora Fehse, grazie mille per l'intervista!
(L'intervista è stata realizzata nel 2026.)

Informazioni su Kathrin Fehse

Kathrin Fehse è esperta di educazione alla democrazia presso la Fondazione tedesca per l’infanzia e la gioventù. Si impegna a promuovere la partecipazione democratica e a garantire a tutti i bambini e i giovani pari opportunità di partecipazione.

Ringraziamo la Fondazione tedesca per l’infanzia e la gioventù per il sostegno fornito alla realizzazione di questo articolo.

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