Ripartizione equa del lavoro retribuito tra i partner

A tempo pieno, a tempo parziale o 50:50 – Qual è il modello più adatto a noi?

Ultimo aggiornamento del testo: 2026-08-27

Panoramica degli aspetti fondamentali sulla ripartizione equa del lavoro retribuito tra i partner

  • La decisione delle coppie in merito alla ripartizione del lavoro retribuito e delle attività di cura ha ripercussioni sull’indipendenza finanziaria, sulle prospettive professionali e sulla soddisfazione personale. 
  • Non esiste un modello oggettivamente corretto, ma solo quello più adatto a voi e alla vostra famiglia. 

  • Chi lavora meno accumula meno diritti pensionistici ed è più dipendente dal punto di vista finanziario. È un aspetto che va valutato con consapevolezza e non trascurato. 
  • Per le madri e i padri, il lavoro significa molto più che un semplice reddito. Il riconoscimento e la realizzazione personale sono fattori legittimi per entrambi i partner. 
  • L’assistenza all’infanzia esterna non è una soluzione di ripiego, bensì un fondamento per una relazione di coppia paritaria e un’opportunità per lo sviluppo del bambino. 
  • Nessun modello è definitivo. Ciò che conta è la disponibilità a riesaminare regolarmente insieme la ripartizione del lavoro retribuito.

Chi lavora e per quanto tempo? Ecco come le coppie trovano il modello più adatto alle loro esigenze

Spesso la pianificazione familiare si svolge in questo modo: nasce il figlio tanto desiderato, il congedo parentale termina e, improvvisamente, uno dei due lavora meno. E tutto ciò senza che sia mai stata presa una vera e propria decisione. Forse il posto all’asilo era disponibile solo a tempo parziale. Forse l’altro partner guadagna molto di più oppure il datore di lavoro si è dimostrato poco flessibile. Molte coppie si rendono conto solo in un secondo momento di non aver mai negoziato in modo equo come intendono ripartirsi il lavoro retribuito e la vita familiare. Eppure vale proprio la pena farlo. In questo articolo scoprirà diversi modelli e percorsi decisionali.

Ein Elternpaar bespricht, wie es die Arbeitszeiten aufteilen möchten.

Perché è importante decidere in modo attivo

Il modello lavorativo che le coppie scelgono dopo la nascita di un figlio ha un impatto a lungo termine che va ben oltre l’organizzazione settimanale: determina chi mantiene la propria indipendenza finanziaria, chi si preserva opportunità di crescita professionale e chi disporrà di una pensione sufficiente in età avanzata. Allo stesso tempo, determina quanto spazio abbia a disposizione ciascun genitore per crescere nel nuovo ruolo di madre e padre e per instaurare un legame stretto con il bambino. Infatti, la fiducia e la sicurezza si rafforzano soprattutto grazie al tempo trascorso insieme nella vita quotidiana. Inoltre, tale decisione incide sul grado di soddisfazione a lungo termine di entrambi i partner riguardo ai propri ruoli. Nel caso ideale, entrambi i genitori prendono questa decisione in modo consapevole e dopo un’attenta valutazione. Ciò che è stato scelto consapevolmente può essere in seguito rivalutato e modificato di comune accordo.

6 domande di cui dovreste aver discusso insieme come coppia prima che sia la vita quotidiana a decidere

Molte coppie parlano dei nomi dei bambini, dell’arredamento della cameretta e del passeggino migliore. La questione relativa a chi lavorerà e in che misura in futuro, e a cosa ciò comporti a lungo termine per i partner, la relazione e la famiglia, viene spesso rimandata. Tuttavia, un modello equo nasce solo da discussioni sincere e dovrebbe essere affrontato tempestivamente. Preferibilmente prima che la routine quotidiana vi privi della possibilità di prendere qualsiasi decisione.

Questa guida alla conversazione per genitori e futuri genitori può aiutarvi a trovare una buona soluzione. Scambiatevi le vostre opinioni in modo aperto. Non esistono risposte sbagliate. Si tratta di capire come entrambi desiderate plasmare il futuro della vostra famiglia.

1. Di cosa abbiamo bisogno dal punto di vista finanziario – e cosa possiamo permetterci?

Dietro questa domanda c’è ben più di un semplice sguardo al conto corrente. Si tratta anche di capire chi dipenderebbe da chi, cosa accadrebbe se il rapporto dovesse cambiare e quale sicurezza finanziaria entrambi desiderate.

Da discutere: 

  • Quali sono le nostre spese fisse mensili: attualmente e con un bambino? 
  • Quale tenore di vita desideriamo mantenere e su quale siamo disposti a fare delle rinunce? 
  • Cosa accadrebbe dal punto di vista finanziario se uno di noi venisse meno, sia per malattia, perdita del lavoro o separazione? 
  • Quanto è importante per noi che entrambi rimangano economicamente indipendenti?

2. Quanto è importante il lavoro per ciascuno di noi?

Il lavoro non significa solo denaro. Per molte persone il lavoro costituisce una parte importante della propria identità ed è legato al riconoscimento, ai contatti sociali e alla realizzazione personale. Ciò vale sia per le madri che per i padri ed è un fattore da non trascurare nella decisione.

Da discutere:

  • Che significato ha per me il mio lavoro al di là dello stipendio? 
  • Come mi sentirò se dovessi ridurre drasticamente o interrompere la mia attività professionale per diversi anni? 
  • Nel mio lavoro ci sono opportunità che potrei perdere, ad esempio un percorso di qualificazione, un’occasione di promozione o un progetto importante? 
  • Di cosa mi pentirei se non portassi avanti questa opportunità adesso?

3. Come percepisco il mio ruolo di figura di riferimento per il bambino?

Chi si prende cura intensamente di un bambino nella vita quotidiana instaura col tempo un legame profondo, acquisisce conoscenze, sviluppa routine e acquisisce sicurezza nel gestire le sue esigenze. Un coinvolgimento il più possibile paritario di entrambi i genitori può contribuire a condividere le responsabilità e a organizzare la cura del bambino su un piano di parità.

Da discutere: 

  • Quanto è importante per noi che entrambi i genitori conoscano altrettanto bene le esigenze del nostro bambino?  
  • Ci darebbe fastidio se uno di noi si assumesse in modo permanente la responsabilità principale nella cura del nostro bambino?  
  • Desidero avere la possibilità di vivere da vicino lo sviluppo di mio figlio attraverso le mie esperienze dirette nella cura? 
  • Come intendiamo ripartire le responsabilità relative alla cura, all’organizzazione e alle decisioni nella vita quotidiana della famiglia? 
  • Quali ripercussioni avrebbe una distribuzione ineguale delle competenze e delle responsabilità sulla nostra relazione di coppia?  
  • Cosa significa per noi, in termini concreti, una genitorialità condivisa nella vita quotidiana?

4. Quali sono le esigenze di nostro figlio e cosa possono offrire i servizi di assistenza extrafamiliari?

Si tratta spesso di una questione carica di emotività. Ma potete porvi questa domanda al di là delle norme sociali e senza sensi di colpa. Di cosa ha davvero bisogno vostro figlio? Asili nido di qualità, mamme diurne e servizi di assistenza qualificati non sono una «soluzione di ripiego», bensì luoghi che offrono ai bambini importanti opportunità di sviluppo e apprendimento.

Da discutere:

  • Quali sono le possibilità di assistenza disponibili nella nostra zona? A partire da quale età dei bambini?
  • Cosa desideriamo gestire autonomamente e cosa possiamo affidare a terzi? 
  • Qual è la nostra posizione riguardo all’assistenza esterna? 
  • Le nostre idee in merito sono davvero frutto delle nostre convinzioni personali o sono aspettative sociali che abbiamo assimilato dall’ambiente circostante?

5. Chi si assume quale rischio?

La divisione dei compiti ha conseguenze a lungo termine che si manifestano al più tardi in età avanzata. Chi lavora meno matura meno diritti pensionistici, dipende maggiormente dal reddito del partner e, in caso di separazione, si trova solitamente in una situazione di svantaggio finanziario.

Da discutere: 

  • Che impatto ha un periodo di lavoro a tempo parziale più lungo sulla pensione futura? 
  • Qual sarebbe la nostra situazione finanziaria in caso di separazione? 
  • Come possiamo garantire la sicurezza economica del genitore che riduce il proprio impegno lavorativo? 
  • Quali misure intendiamo adottare per compensare lo squilibrio?

6. Come immaginiamo il futuro tra 10 anni – come vorremmo trovarci?

Uno sguardo al futuro aiuta a contestualizzare le decisioni e i compromessi a breve termine. Un minijob o un impiego a tempo parziale, che al momento si adatta alla vita familiare, può causare insoddisfazione personale e rivelarsi un vicolo cieco, oppure no. Entrambe le possibilità sono plausibili. L’importante è non lasciare che le cose seguano il caso.

Da discutere:

  • Come si presenterà la nostra vita quotidiana quando il bambino avrà 10 o 15 anni? 
  • Chi di noi ricoprirà quale posizione lavorativa a quel punto e desideriamo davvero che sia così? 
  • Siamo entrambi d’accordo sulla ripartizione del denaro, del tempo e delle responsabilità? 
  • Quando verificheremo insieme se questo modello è ancora adatto a noi?

Nessun modello dura per sempre

Ciò che funziona per la famiglia dei vicini non deve necessariamente andare bene per voi. E ciò che oggi è adatto alla vostra famiglia potrebbe cambiare tra tre anni. Ciò che conta non è il modello che scegliete oggi, bensì la disponibilità a riesaminare insieme la questione di volta in volta. A carte scoperte, alla pari, e con la consapevolezza di ciò che ne ricaverete per la vostra famiglia, ma anche di ciò che dovrete accettare nel lungo periodo. Chi agisce in questo modo ha già fatto un grande passo avanti.

Suggerimento: utilizzare l’indennità parentale in modo strategico

Il modo in cui ripartite i mesi di indennità parentale ha ripercussioni dirette sul vostro futuro modello lavorativo. Se entrambi i partner fruiscono del congedo parentale in una fase precoce, ciò getta le basi per una ripartizione più simmetrica in seguito. Informazioni sull’assegno parentale qui sul portale Familienportal.NRW e la sezione calcolatore dell’indennità parentale sul portale federale dedicato alle famiglie vi aiuteranno nella pianificazione.

Dove possiamo trovare aiuto e consulenza?

Non sempre le coppie riescono a raggiungere di comune accordo una soluzione equa. A volte, in tali colloqui, emergono valori, aspettative e presupposti finora inespressi. In questi casi può essere utile ricorrere a una consulenza familiare gratuita. Tramite il numero Familienlotsen qui sul portale Familienportal.NRW potrete trovare un centro di consulenza nelle vostre vicinanze.  

Chi non è alla ricerca di un centro di consulenza, ma di un coaching orientato alle soluzioni, può rivolgersi a un coach familiare. Tale consulenza è tuttavia solitamente a pagamento.

Potrebbe interessarLe anche questo